Sunday, 26 September 2010

Weirdo Records

Amiamo visceralmente i negozi di dischi indipendenti.
Li' siamo cresciuti, li' abbiamo incontrato quelli che - a distanza di anni - sono ancora i nostri amici del cuore, li' andiamo per cercare sollievo da un mondo che - nonostante ci provi - non riesce a cancellarli dalla sua faccia e, soprattutto, li' compriamo i nostri dischi.

E' stata quindi una gioia giovedi' 23 settembre scorso entrare - cogliendo l'occasione di una visita da quelle parti - da Weirdo Records, sito in 844 Massachusetts Avenue, Cambridge (Boston), USA.
Accolti dalla gentilissima proprietaria Angela Sawyer (che ci racconta di aver aperto il negozio da poco piu' di un anno, avendo svolto in precedenza l'attivita' di compravendita di dischi dalla sua... camera da letto!) ci siamo beati nel suo fantastico assortimento di ristampe anni sessanta, oscurita' contemporanee, preziose pepite dai cataloghi Sublime Frequencies, Numero Group, Light In The Attic, Mississippi Records ecc.ecc.
Al termine, usciamo con $174.50 in meno sul nostro conto corrente, ma congedati con un sorriso ed una stretta di mano che valgono milioni.
Sullo scontrino e' stampata la frase "Weirdo loves you"; lasciateci dire a gran voce "We love you, Weirdo"!
(www.weirdorecords.com)

Saturday, 18 September 2010

Chris Hillman

Francamente non sappiamo dove iniziare. Quando esce un disco nuovo di uno degli artisti che maggiormente amiamo, il nostro cuore incomincia a mandare messaggi difficili da tradurre in parole e da riportare in stampa. Ma ci proviamo.

Nel maggio 2008, l'umile estensore di queste righe senza importanza prese carta e penna (elettroniche) e scrisse a Chris Hillman per ringraziarlo del dono meraviglioso che aveva voluto regalare a lui e a tutti gli altri che hanno orecchie per ascoltare; musica celestiale che rende il mondo un posto migliore dove stare.
Dopo qualche giorno, inaspettata, una mail di risposta dove tra le altre cose Hillman ci diceva: "Your words validate my life".
Restammo commossi da tanta gentilezza.

Oggi, settembre 2010, a distanza di cinque anni dal suo ultimo lavoro in studio ("The Other Side") salutiamo con gioia immensa l'uscita di "At Edward's Barn".
Si tratta di un disco retrospettivo dell'intera, incredibile, carriera del musicista californiano (membro fondatore di Byrds, Flying Burrito Bros., Manassas, Souther-Hillman-Furay Band, McGuinn-Hillman-Clark) e attribuito allo stesso Hillman ed al suo fido amico Herb Pedersen.
Invece di imbucare la facile strada del "greatest hits" assemblato a tavolino, per celebrare degnamente il valore incommensurabile della musica che il disco contiene, Chris e Herb hanno deciso di suonare dal vivo - davanti ad un pubblico di circa 200 persone raccolto per l'occasione in una capanna (!) dall'acustica perfetta a Nipomo in California - una serie di gemme estratte dal repertorio ultra-quarantennale di Hillman.
L'ascolto si rivela essere un'esperienza trascendente: "Turn, Turn, Turn", "Eight Miles High", "Wheels", "Desert Rose", "Sin City" e via elencando disvelano sfumature che ancora non immaginavamo di non conoscere.
E... quella voce, quella voce, quella voce! E' Chris Hillman che canta ma noi sappiamo bene, senza tema di smentita, che essa viene dall'alto. Da molto in alto.

Di nuovo siamo commossi e non in grado di articolare qui cio' che proviamo nello spazio piu' privato della nostra anima.
Da archiviare sotto: musica classica/musica sacra.
(www.rounder.com)

Saturday, 11 September 2010

Peter Walker


"I was struck by the relaxed feeling of the record and nothing felt rushed" disse il compianto e indimenticabile Jack Rose a proposito del capolavoro "Rainy Day Raga" di Peter Walker.
Era stato infatti grazie a questo disco (originariamente edito nel 1966) che Jack aveva scoperto l'opera di Walker, maestro di chitarra ammirato da molti (Robbie Basho, MV&EE, Thurston Mooore ecc.ecc.)
Gia' ristampato lo scorso anno negli Stati Uniti in vinile (e immediatamente catalogato da "The Music Is Inside" tra le ristampe del 2009), ne e' appena uscita una perfetta edizione in CD edita dalla inglese Ace Records (su label Vanguard) che consentira' una maggiore diffusione di questo caposaldo della musica.
Volutamente non diciamo nulla dell'opera in se' che invitiamo ad assaporare con calma e concentrazione.
Ci congediamo pero' facendo nostre le bellissime parole del suo autore: "So much of music is an expression of feeling. You tell a story with the music but, unless it's an empty character study, it's more about your feelings".

Monday, 30 August 2010

AM

Per chiudere in bellezza l'estate 2010, arriva nel nostro lettore di CD l'album di AM, intitolato "Future Sons & Daughters".
L'artista cita influenze diverse e straordinarie (Jorge Ben, Brian Wilson, Sergio Mendes, Curtis Mayfield) tra quelle che lo hanno ispirato nella composizione.
Il nome che a noi viene piu' vicino per descrivere il contenuto di questo piccolo gioiello e' quello di Josh Rouse e del suo capolavoro "1972", l'omaggio sentito e originale alla musica che dominava le onde radio di quell'anno (Carole King, Marvin Gaye, James Taylor ecc.ecc.).
Ritroviamo in "Future Sons & Daughters" quella stessa sensazione di "feel-good music", di "buone vibrazioni", di spensieratezza legata ad un'eta' della vita ed ad una stagione musicale irripetibili.
Piu' lo si ascolta, piu' si pensa che questo disco diverra' un classico dell'underground musicale nel futuro.
Meglio acquistarlo oggi prima che diventi irreperibile.
(http://amsounds.com)

Thursday, 19 August 2010

Max's Kansas City

La Steven Kasher Gallery (521 West 23 Street, New York, NY 10011 USA) ospiterà dal 15 settembre al 9 ottobre prossimo la mostra Max's Kansas City che presenta oltre 150 fotografie vintage e numerose opere del giro artistico legato allo storico locale di Manhattan, incredibile luogo di collisione tra arte, musica e moda.
Lo stesso Kasher poi cura per i tipi della Abrams Publishing il meraviglioso volume (la cui copertina è riprodotta sopra) "Max's Kansas City Art, Glamour, Rock'n'Roll", destinato ad occupare un posto di rilievo nella nostra biblioteca personale.
Come per magia di cui non conosciamo il segreto, ci si ritrova al tavolo con Andy Warhol e Nico, a bere una Beck's in compagnia di De Kooning, un caffè (corretto tequila) con James Williamson, Iggy Pop e Lou Reed, a far baldoria con le New York Dolls, a perdere la testa per Debbie Harry e via elencando.
Sembra di sognare, ma le foto ed i racconti di chi era lì testimoniano (a pena di spergiuro) che ogni cosa è successa, che è tutto vero.
Chiudiamo il libro e, passato qualche istante, ricominciamo da capo come bambini per cui lo zucchero non è mai abbastanza.
(www.stevenkasher.com)
(www.abramsbooks.com)

Tuesday, 17 August 2010

Brion Gysin

C'e' tempo sino al 3 ottobre prossimo per andare al New Museum (235 Bowery, New York, NY 10002 USA) e visitare la mostra Brion Gysin: Dream Machine in corso in quelle sale.
E' il doveroso omaggio museale, la prima retrospettiva statunitense dedicata all'opera di uno tra gli artisti piu' illuminati e visionari del secolo scorso, scomparso nel 1986.
Ne diamo notizia qui con estremo piacere perche' Gysin - pur non essendo un musicista - e' stato ispiratore e mentore di una serie infinita di artisti, poeti e musicisti "... da John Giorno a Brian Jones, a David Bowie e Patti Smith, fino a Genesis Breyer P-Orridge (cosa e', ad esempio, la trasformazione fisica di P-Orridge se non l'applicazione ultima e piu' estrema della tecnica del cut-up inventata da Gysin? -nda) e Keith Haring, per citarne alcuni tra numerosi altri", come elenca con precisione la scheda introduttiva della esibizione.
Indispensabile e gia' nei nostri scaffali il bellissimo libro (la cui copertina e' riprodotta sopra) a cura di Laura Hoptman pubblicato da Merrell in concomitanza con la retrospettiva.
Dopo NY, Brion Gysin: Dream Machine e' attesa nel 2011 a Parigi.
(www.newmuseum.org)

Sunday, 1 August 2010

The Acid Archives (The Second Edition)


La notizia ci arriva inaspettata, quando i nostri pensieri sono tesi a ricordare se ci siamo ricordati di mettere le biglie, la paletta ed il secchiello nella borsa per la spiaggia.

A fine agosto esce la seconda edizione del libro in assoluto piu' indispensabile mai pubblicato in tema di psichedelia, stampe private, musica underground statunitense.
Quando era uscita la prima edizione (2006, la cui copertina e' riprodotta qui sopra) l'intera comunita' di appassionati, collezionisti, esperti era rimasta in stato di shock a lungo, tanta era la messe di dati e informazioni che il libro era riuscito a scoperchiare. L'opera era andata esaurita rapidamente senza essere piu' ristampata e costava oggi oltre 150$ sul mercato secondario.

Bene, l'iniziativa di "The Second Edition" e' davvero meritoria: invece di ristampare il libro cosi' come ce lo ricordavamo, questa e' una edizione completamente nuova, interamente rivista ed accresciuta. Sia sufficiente dire che e' un tomo di 400 pagine (questa volta interamente a colori), circa 100 in piu' della versione che la precedette!
La press release recita: "The largest selection ever presented of underground albums from North America 1965-1982. Original release data and in-depth commentary from world-leading rare record experts. Ratings of LP market value, detailed reissue data, and full colour images of rare and trippy albums sleeves. Special feature essays about rare Exotica, Lounge, ‘70s Funk & Soul, Southern Rock and New Age albums, written by leading field collectors. A brand new round of informative and hilarious Top 10 Lists that were a popular part in the first book".

Da mettere nella cartella al ritorno in citta': "The Acid Archives (The Second Edition)" di Patrick Lundborg (Lysergia, Svezia, 2010).

Monday, 26 July 2010

Mick Jagger

Buon compleanno, Mick!

(La foto, scattata nel backstage a Los Angeles nel 1972, e' di Jim Marshall: www.marshallphoto.com).

Friday, 23 July 2010

Ugly Things


Massima e' sempre stata l'ammirazione per chi - dotato di cultura musicale sterminata e spirito evangelico - ha profuso ogni umana energia per condividere il proprio sapere con altri appassionati/entusiasti.

Tra coloro i quali popolano questa personale "hall of fame" (dove Greg Shaw resta l'indimenticato e inarrivabile nume tutelare) spicca il nome di Mike Stax, che e' giunto nel luglio 2010 al traguardo del trentesimo numero di "Ugly Things", pubblicazione dedicata a rendere attuali "wild sounds from past dimensions".
Star di copertina di questo numero sono i Kinks; all'interno una intervista magistrale a Ray Davies di Jon Savage.
Ma ci sono mille altre delizie all'interno (i leggendari Q65 ad esempio, il miglior gruppo beat emerso dai Paesi Bassi) che e' bene scoprire da se' una volta che si e' comprata la rivista.

Mentre sfogliamo la nostra copia, scorrono davanti a noi immagini caleidoscopiche di un'universo meraviglioso: stiamo sognando o siam desti?
Poco importa quando le sensazioni provate hanno questa intensita'.
(www.ugly-things.com)

Monday, 19 July 2010

Rough Trade


Trecentoottantaquattro pagine che si leggono d'un fiato per celebrare, dalla viva voce di chi l'ha vissuta, la storia di una vera e propria istituzione culturale dei nostri tempi, amatissima da chi scrive.
Sono le testimonianze di diverse 'teste parlanti' (Geoff Travis, Green Gartside, Robert Wyatt, Jarvis Cocker per citarne soltanto alcuni) a rendere vivo e colorato il ritratto che Neil Taylor dipinge in questo "Document And Eyewitness: An Intimate History Of Rough Trade", appena edito in lingua inglese dalla casa editrice Orion.
Sia l'etichetta che i punti vendita stanno attraversando una seconda giovinezza ricca di meritate soddisfazioni commerciali e quest'occasione e' propizia per formulare i nostri migliori auguri per il futuro.
Come dice bene Don Letts : "Se la musica e' una religione, allora Rough Trade (il negozio) e' la chiesa che frequento".
(www.roughtrade.com)